L’Istituto Italiano di Cultura-Bangkok e Bangkok Kunsthalle presentano una Lecture del duo di Architetti Lemonot.
La Lecture è un viaggio alla scoperta dei loro progetti degli ultimi 10 anni – che attraverso una serie di disegni, minifilm, esibizioni, scenografie e sculture abitabili- rivelano una pratica architettonica unica, attiva e in costante evoluzione, creando uno spazio performativo all’interno del razionale e matematico spazio architettonico.
Il duo Lemonot nasce dall’intesa tra Sabrina Morreale e Lorenzo Perri, laureati insieme all’Architectural Association (AA) di Londra nel 2016. La loro attività accademica risulta una parte cruciale dello studio, infatti tra il 2018 e il 2019 hanno insegnato come professori all’INDA di Bangkok. Al momento, Sabrina Morreale insegna presso l’AA di Londra, mentre Lorenzo Perri all’Università delle Arti Applicate di Vienna. Entrambi sono capi programma della AA Visiting School El Alto in Bolivia. Si occupano anche di mostre, cortometraggi e spettacoli. Lo studio ha sede a Londra, ma si sposta in tutto il mondo, tra città come Vienna, Stoccolma e Bangkok.
In un’intervista su ELLE DECOR, il duo spiega il significato del loro nome: “Lemonot è abbastanza intuitivo. Ne cercavamo uno che avesse un’ambiguità di fondo, che non rimandasse chiaramente a uno studio di architettura o a una pratica artistica,” spiegano i due. “Nasce dalla nostra fascinazione per il limone, dal punto di vista cromatico e materico, e dal fatto che ne esistono infinite varietà sia naturali sia ibridate dall’uomo. È un nome che ci rimanda all’Italia, visto che viviamo a Londra da molti anni. Il ‘not’ finale indica invece il nostro rifiuto alla riduzione e semplificazione di processi e fenomeni. Dato che il limone è un gusto di gelato non facilmente abbinabile, alcune gelateria affermano che ‘il limone è single’. Se il limone è single a noi non piace” – Lemonot.
I due architetti hanno visioni diverse ma complementari nell’approccio ad un progetto. Sabrina parte da immagini, oggetti, suggestioni e quella che chiama productive naivity. Lorenzo invece esprime un’attitudine più tecnica. “Ci troviamo sempre d’accordo all’inizio dei progetti e alla fine. Qualsiasi sia il tipo lavoro che affrontiamo, la serie di riferimenti da cui partiamo non c’entra quasi mai con la nostra disciplina di riferimento. In queste intuizioni siamo sempre concordi. Poi nello sviluppo progettuale emergono i nostri approcci personali. L’architettura è un medium per fare altre cose, un modo per sviluppare una storia.”
I Lemonot descrivono in modo semplice, conciso e allo stesso tempo pungente la filosofia dietro i loro progetti come: Un’ intersezione tra architettura e performance, un rifiuto della semplificazione dei processi, un lavoro per accumulo di oggetti, un’architettura come piattaforma condivisa, una combinazione tra arte dello spazio e del corpo, una performance di tipo relazionale, una celebrazione del atto performativo e infine una pratica interdisciplinare in costante evoluzione.