Jannis Kounellis, tra i principali protagonisti dell’Arte Povera, ha introdotto nell’opera materiali reali e quotidiani come ferro, carbone, juta e caffè. Materiali che non sono mai neutri, ma portatori di memoria, storia e dimensione sociale. Per Kounellis l’arte non rappresenta la realtà, ma la incorpora direttamente nello spazio espositivo. In questa prospettiva, il caffè non è un elemento simbolico astratto, ma una presenza concreta che attiva i sensi e modifica la percezione dell’ambiente. Il profumo del caffè presente nel lavoro presentato al DIB, diventa parte dell’installazione, capace di evocare memorie individuali e collettive, legate al viaggio, al lavoro e agli scambi culturali. Al termine di un approfondimento sull’opera in esposizione segue una degustazione che si ispira a tali riflessioni per proporre un’esperienza che unisce percezione e consapevolezza. Ogni tazza diventa l’occasione per leggere una geografia, un percorso e una stratificazione di storie. L’incontro invita il pubblico a osservare il caffè non solo come bevanda, ma come materia culturale e storica, in linea con i principi dell’Arte Povera.
L’ evento rientra nell’ ambito del programma “Italia Reloaded. Tradition, Aesthetics and Innovation between Taste and Memory”.